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Berlucchi, l’eleganza della tradizione

BERLUCCHI, IL SIMBOLO DELLA TRADIZIONE DAL 1961 AD OGGI

Palazzo Lana Berlucchi

Nel mio tour in Franciacorta era ghiotta l’occasione della visita, con annesso aperitivo, nella sede di Berlucchi ( Palazzo Lana ) che dà i natali anche ad una linea di prodotti. Il fascino di Berlucchi non finisce di certo qua: senza cadere nella tentazione di eventuali voli pindarici, si può affermare che la Franciacorta, quella vinicola ben inteso e quella che oggi conosciamo, esista in particolar modo grazie alla Guido Berlucchi.

La storia così come la conosciamo ci racconta che Guido Berlucchi, omonimo proprietario dell’azienda che così chiamò nel 1954, e Franco Ziliani, giovane enologo “ingaggiato” poco dopo il diploma, si lanciarono in una nuova avventura, nella sfida di tentare la produzione di bollicine, per creare l’alternativa italiana allo champagne. Ovviamente venne preso come esempio anche il metodo, quel famoso champenoise che oggi si deve definire Metodo Classico ( da qualche anno, infatti, è esclusiva solo della Champagne la possibilità di usare la terminologia champenoise ).

SON BASTATE 3.000 BOTTIGLIE PER CREARE IL MITO

Berlucchi FranciacortaE’ il 1961 quando vengono alla luce le prime 3.000 bottiglie di spumante Franciacorta, ovvero di “Pinot di Franciacorta”, l’ultima delle quali si ha il privilegio di poter ammirare gelosamente custodita in una teca “ben protetta”.

Oggi possiamo dire che la visione quasi surreale di Ziliani sia diventata una certezza. Ha portato Berlucchi a produrre ogni anno quasi 5 milioni di bottiglie, suddivise in varie linee. Dalla Cuvèe Imperiale, alla Cellarius ed a quella Palazzo Lana, inevitabilmente fulcro e punta di diamante dell’azienda vinicola.

PALAZZO LANA, UN SALOTTO MONUMENTALE

Palazzo Lana Berlucchi

Come detto all’inizio del mio articolo la visita a Palazzo Lana è stata un grande privilegio. In pochissime occasioni la Berlucchi decide di aprire le porte del Palazzo al pubblico. Pertanto mi ritengo parte dei privilegiati che hanno avuto l’onore di vederlo. La cicerone del nostro gruppo è stata Cristina Ziliani, figlia di Franco, la quale ci ha illustrato particolari e storia del bellissimo palazzo di proprietà della famiglia Berlucchi da secoli essendo, Guido Berlucchi, discendente dei conti Lana de’ Terzi che danno nome all’omonimo palazzo.

APERITIVO E DEGUSTAZIONE A PALAZZO

Giardino Palazzo Lana

Buona norma vuole che, in una visita ad un cantina, non ci si possa esimere dalla degustazione dei prodotti. In questo caso rappresentati dalla linea Berlucchi ’61, il cui nome è un omaggio alla data di nascita del primo Franciacorta. La gamma ’61 prevede tre prodotti ( Brut, Saten e Rosè ) che in fase di degustazione sono stati abbinati ad altrettanti finger food dello chef Davide Oldani, invitato speciale all’aperitivo Berlucchi.

BERLUCCHI 61 BRUT: 90% Chardonnay, 10% Pinot Noir, almeno 24 mesi sui lieviti. Giallo paglierino con leggeri riflessi verdolini, sentori spiccati di frutta agrumata, sapidità e freschezza discrete in una spuma abbastanza armonica con leggera nota acidula nel finale.

BERLUCCHI 61 SATÉN: 100% Chardonnay, almeno 24 mesi sui lieviti. Giallo paglierino e caratterizzato da note floreali ed erbacee unite ad agrumi come pompelmo, cedro con leggero retrogusto di appassimento. Spuma leggera, morbida che lascia nel palato freschezza e sapidità decise.

BERLUCCHI 61 ROSÉ60% Pinot Noir, 40% Chardonnay, almeno 24 mesi sui lieviti. Rosa tenue, i frutti a bacca rossa ben si uniscono agli agrumi ( limone, mandarino ) e si producono in un retrogusto di lieviti con nota acidula ben presente.

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LE CANTINE, IL TESORO E LA STORIA

La visita arriva alla sua fase conclusiva e, forse, più spettacolare della serata con la visita alle cantine sotterranee. Siamo stati accompagnati da una delle figure di maggior rilievo dell’azienda, oltre che enologo della stessa, Arturo Ziliani.

Cantine Guido Berlucchi

Entrando nelle cantine si entra in una dimensione a sè stante, fatta di storie vissute che si intrecciano con la quotidianità da più di 50 anni, in una costante e continua ricerca della qualità. Oggi Berlucchi produce quasi 5 milioni di bottiglie. Ogni anno ed in cantina sono stoccate tra i 12 e 13 milioni di bottiglie.

Oggi, infatti, consideriamo Berlucchi come uno dei marchi più famosi della spumantistica italiana ed anche mondiale. Ma in quel ormai lontano 1961 la situazione non era affatto simile. Solo pochi eletti, perlopiù conoscenti di Guido Berlucchi o persone di rilievo sociale, poterono assaggiare quella piccola produzione. Ben presto però, anno dopo anno, cominciò ad aumentare in numero fino ad arrivare alle quote oggi conosciute.

LE CANTINE SOTTERRANEE RIEMPIONO GLI OCCHI

Cantine Guido BerlucchiUna data importante nella storia è il 2004, in cui anche la Guido Berlucchi entra a far parte del Consorzio di Franciacorta. Potrà sembrare strano, oppure assurdo, ma fino a quella data l’azienda che aveva inventato il Franciacorta non faceva parte del consorzio di tutela.

Ovviamente anche la Guido Berlucchi, come altre aziende vinicole, ha linee di prodotto differenti che si posizionano sul mercato divise per prezzo, oppure particolarità di affinamento.

Un caso particolarmente esplicativo è la linea Cuvèe Imperiale, fascia d’ingresso della gamma Berlucchi. È esclusiva per la vendita nel mercato grande distribuzione mentre le linee ’61, Cellarius e Palazzo Lana sono esclusive degli addetti ai lavori ( enoteche e ristoranti ).

PARLANDO DI VENDEMMIA

Quando si vendemmia Berlucchi ha necessità di assumere circa 700 persone per coprire la superficie dei 520 ettari di vigneti. Alcune particolarità.

  • la vendemmia dura circa 20 giorni
  • la resa dell’uva è intorno al 60%
  • si può arrivare ad assemblare anche 200 vini diversi all’interno di una cuvèe
  • ogni ettaro rende circa 8500 bottiglie: nel caso del prosecco si arriva a 16-17.000, mentre le zone della Champagne e del Trento Doc arrivano a circa 10.000 bottiglie
  • l’export della Berlucchi si attesta attorno al 10%

Cantine Guido Berlucchi

Vale la pena ricordare come il disciplinare della Franciacorta sia il più severo al mondo nel campo delle bollicine. Prevede la raccolta delle uve unicamente a mano, una precisa resa di uva per ettaro ( 10 tonnellate ) piuttosto che una permanenza sui lieviti più elevata di qualsiasi altro disciplinare di produzione di bollicine. Il minimo per essere Franciacorta DOCG è di 18 mesi sui lieviti, 15 mesi per Champagne e Trento Doc, mentre diventano 60 mesi per cuvèe Franciacorta Riserva.

 SALUTO ALLA STORIA BERLUCCHI

Pupitre Guido Berlucchi

Le cantine sono un vero e proprio labirinto. Qualsiasi foto non gli può rendere giustizia nella complessità e maestosità d’insieme. Ma ogni bella esperienza che si rispetti ha sempre un epilogo, un termine anche se piacevole e di bel ricordo come la visita fatta da Berlucchi.

Scendere nelle viscere della terra per scoprire gli ambienti più segreti e gelosamente custoditi dell’azienda ha il suo forte fascino. Diventa ancora maggiore se ci si lascia trasportare dall’immaginazione. Cerchiamo di rivivere i momenti tra Guido Berlucchi e Franco Ziliani, intenti nello creare quello che sembrava un sogno ma che, dopo decenni, si può definire come un’assoluta certezza.

ARRIVEDERCI BERLUCCHI

Guido Berlucchi

Saliamo dalle cantine e ci lasciamo alla spalle sensazioni uniche passate in un contesto pieno di storia, eleganza e ricordi d’autore. La Franciacorta ha avuto due padri che hanno saputo farla nascere, vederla crescere. Ma anche arrivare, in taluni casi, a punte di eccellenza che potranno solo che migliorare con gli anni a venire.

Info: GUIDO BERLUCCHI & C. SPA | Borgonato ( BS ) | www.berlucchi.it

di MORRIS LAZZONI 

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