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Emiliana Coyam 2011 Organic Wine

Emiliana Coyam 2011

IL CILE TRA LE BIG DEL VINO

Non solo Italia, Francia od Europa in genere: il vino oggi è anche Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica ed America! Le frontiere del vino si stanno allargando. Non si possono trascurare paesi che stanno aumentando, di anno in anno ed in maniera esponenziale, il numero di bottiglie prodotte e l’esportazione nel resto del mondo.

In America si parla di vino, come oggi lo conosciamo, dal 1500 circa in poi ed. Il Cile è il 2° paese più importante per produzione vinicola, alle spalle della già affermata Argentina.

I 2/3 della produzione cilena viene esportata in Europa e negli Usa. Il vecchio mondo è andato in Cile ad acquistare appezzamenti di terra ed aziende vinicole per produrre vino. Si sono mossi tutti dall’Italia, dalla Francia e dalla California, portando il Cile al 5% della produzione mondiale.

EMILIANA VINEYARDS, VINO BIOLOGICO E BIODINAMICO

Emiliana Coyam 2011

Emiliana è stata eletta “Cantina dell’anno” nel 2015 in Cile e si distingue per il tipo di coltivazione Biologica e Biodinamica. Vediamo allora in cosa differiscono queste coltivazioni.

  • Biologico: si dice di un vino in cui le uve sono coltivate senza l’uso di sostanza chimiche ( es: concimi, diserbanti, insetticidi e pesticidi ) e vinificate utilizzando solo prodotti enologici
  • Biodinamico: è un metodo inventato negli anni ’20 da Rudolf Steiner in cui si cerca di mantenere la naturale fertilità della terra. Inoltre far si che le piante possano resistere da sole a parassiti e malattie, cercando la più alta qualità possibile negli alimenti

Passiamo ora al vino, alla sua composizione e alla zona di origine. C’è molto da dire!

COYAM 2011, ASSEMBLAGGIO PARTICOLARE DALLA VALLE DE COLCHAGUA

Emiliana Coyam 2011

Poche volte mi sono trovato di fronte ad un blend così particolare con ben 6 vitigni differenti. Vediamoli in ordine di uvaggio impiegato. 38% Syrah, 31% Carmenere, 19% Merlot, 10% Cabernet Sauvignon, 1% Malbec ed infine 1% Mourvedre.

Una squadra mista formata sia da vitigni internazionali ( Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon ) sia da vitigni autoctoni o quasi come i restanti tre. In realtà il Carmenere ha anche passaporto italiano, più precisamente veneto e friuliano che portano l’Italia ad esserne il 2° paese produttore al mondo.

Viene naturale chiedersi se tutte queste uve siano state ben assemblate e, a parer mio, direi proprio di si! Nonostante le difficoltà che possono nascere dal far convivere uve così diverse tra loro, l’azienda è riuscita a colpire nel segno. E’ il classico vino rotondo e ben costruito che dimostra tutta la sua personalità di vino portabandiera del Sud America. I gusti europei corrono su un altro binario, fatto di sensazioni più arrotondate, più fini e meno caratterizzate di queste sudamericane ( cilene o argentine che siano ). Ma in questo caso il Coyam riesce anche ad adattarsi ai nostri “palati fini”.

Ciò che sorprende di più è l’armonia che questo vino riesce a raggiungere nonostante i presupposti non fossero dalla sua parte. Fin dal colore non tradisce le attese presentandosi compatto, quasi impenetrabile alla luce e misto rubino/porpora.

EMILIANA COYAM 2011, UNA SORPRESA

Emiliana Coyam 2011

I profumi sono tanti e nessuno infastidisce nonostante un leggero sentore di affumicato “poco europeo”, come si diceva poco fa. Per il resto spazia tra fruttato che riporta a lampone, ribes e prugna, speziato ( pepe e ginepro ), un’evidente nota vegetale/erbacea, che ricorda il peperone verde, ed una piccola sensazione di tabacco.

La nota vegetale/erbacea è ben evidente ma anche comprensibile visto che Carmenere e Cabernet Sauvignon ne sono ” portatori sani “. Anche se non infastidisce in quanto smorzata dalla carica fruttata di Merlot e Syrah.

Dove si esprime meglio è al palato, visto che riesce bene a giocare tutte le sue carte. L‘armonia del vino si percepisce subito  grazie al bilanciamento pressoché paritario tra morbidezza e durezza. Ma è anche vero che non si possa trascurare del tutto il calore percepito, 14,5 gradi ci sono tutti! Essendo un vino che avvolge bene il palato con la sua morbidezza, è capace anche di farci digerire questo “fuoco ardente” in modo da non farlo sembrare un peso o un difetto.

IL TANNINO DEL COYAM SA AMMALIARE

Ma il vero principe della situazione è il tannino. È levigato e gentile permettendo al vino di essere piacevole. Ma al tempo stesso “furbo” nel accompagnarci verso una facile beva. L’affinamento di 13 mesi in botte lascia il segno. Sia per la gentilezza data al tannino ma anche per la particolare nota affumicata che ritorna in retrogusto. Non poteva mancare anche una bella persistenza, che non guasta, a chiudere il cerchio delle sensazioni.

Il finale? Non tradisce le attese lasciando il palato “pulito” e vellutato. Sicuramente il vino può esprimersi ancora per qualche anno ad alti livelli, ha il fisico per farlo! Per il momento ha superato brillantemente la prova. Questo è già un ottimo risultato!

Per info: EMILIANA VINEYARDS | Cile | www.emiliana.cl

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

vinoperpassione2015@gmail.com

11 Marzo 2016. © Riproduzione riservata

 

 

 

 

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