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La Scolca Millesimato d’Antan 2000

La Scolca d'antan 2000

La Scolca d'antan Millesimato

LA SCOLCA, INIZIAMO CON UN PO’ DI STORIA

Logo La ScolcaHo sempre avuto passione per la storia, fin dai tempi del Liceo. Per cui è piacevole iniziare l’articolo dalla storia della cantina La Scolca e poi passare al racconto dello spumante. Nella zona di Gavi, dove ha sede la cantina, La Scolca è l’azienda più antica e vi affonda le proprie radici fin dal 1919.

Poche aziende vinicole possono vantare un legame a filo doppio come La Scolca con il proprio territorio. Ma soprattuto con il vitigno principe della zona, il Cortese. Il rapporto è di quelli indissolubili e più forte del passare del tempo. Soprattutto delle iniziali difficoltà e diffidenza a far percepire il Cortese come grande vitigno da vini bianchi. Quando però ci si riesce ( come nel caso de La Scolcasi ottiene il riconoscimento pubblico e plateale di un lavoro creato con costanza e grande determinazione.

DA LA SCOLCA CULTURA E TRADIZIONE DEL VINO IN PRIMIS

Castello di gaviIn virtù di questa caparbietà nella valorizzazione del Cortese, tutto il territorio di Gavi ha iniziato a credere in questo vitigno ben prima dei successivi riconoscimenti, sfociati dapprima nella Doc del 1974 e poi nella DOCG del 1998. Il Cortese ha trovato la sua zona di elezione sulle colline di Gavi, poste a ridosso dell’Appennino Ligure e toccate dall’importante influenza della brezza marina, che arriva a cullare i dolci profili di questa zona di frontiera, a metà strada tra il mare e le pianure piemontesi.

Ci volle coraggio all’epoca a puntare su un uvaggio poco o nulla considerato e puntare, dopo la Seconda Guerra Mondiale, a fare del Cortese la punta di diamante dell’azienda. E’ negli anni ’50 che si hanno le prime produzioni di Gavi. Da lì in poi la marcia di conquista non si è fermata per arrivare fino ai giorni nostri. A che punte di eccellenza potrà ambire il Gavi? Continuate a leggere la degustazione del Millesimato d’Antan 2000 e capirete che ha ancora un bellissimo futuro davanti.

QUELLI NATI NEL 2000 DA LA SCOLCA

Bottiglia La scolca d'antanQuando si parla del 2000 a cosa pensate? Al cambio di secolo e alla profezia di Nostradamus? Al millennium bug di Windows oppure alla generazione Millennials? Riguardo a La Scolca, invece, si parla di un grandissimo spumante, ovviamente millesimato, nato con la vendemmia 2000. È il Millesimato d’Antan 2000.

Chiariamo subito che se fossimo di fronte a certi nomi della champagne parlare di un’annata 2000 non farebbe nè caldo nè freddo. Siamo abituati a trovare in quella splendida regione una lunghissima longevità. Ma in Italia non sono molti i prodotti metodo classico che possono “reggere il colpo” del tempo e andare dritti per la loro strada senza deviazioni pericolose verso il temutissimo sentore di tappo! Ma il Millesimato d’Antan ha tutte le carte in regola per far parte di quel prestigiosissimo club.

QUANDO DEGUSTARE E’ ANCORA PIU’ PIACEVOLE

La Scolca d'antan 2000

Con il Millesimato d’Antan ho fatto il mio battesimo con il Cortese di Gavi e che battesimo! Come alle signore piace fare shopping di articoli costosi, io mi sono lanciato subito al massimo livello del Cortese, ovviamente sottoforma di bollicine!

Iniziando dallo scrigno che contiene la bottiglia, passando per il sigillo della gabbietta metallica fino all’etichetta, si percepisce subito l’aurea piena di eleganza e nobiltà trasmesse dalla nostra cuvèe. Qualche breve nota tecnica. È un Blanc de Blancs essendo al 100% a base di Cortese e il dosaggio è Brut.

Se il colore preannuncia cosa aspettarsi da un vino. Il giallo oro classico, quasi antico, fa capire il lignaggio del prodotto che si andrá a degustare. Ovvio che le personalità importanti non si facciano scoprire facilmente. I primi minuti di convivenza sono all’insegna della timidezza e della chiusura olfattiva.

Il dègorgement è del II quadrimestre del 2013 per cui, considerando anche l’anno di vendemmia, sono passati ben 16 anni da quando il vino base è stato racchiuso in bottiglia. E’ giusto potergli dare qualche minuto per ambientarsi a luce e aria!

LA SCOLCA D’ANTAN 2000 VUOL DIRE ALTI LIVELLI DI ELEGANZA

La Scolca d'antan 2000

Quando parte lo fa con il passo elegante di una bellissima macchina d’epoca. Porta con sè un bagaglio di sensazioni complesse e variegate. Fanno dell’evoluzione in bottiglia la loro punta di diamante. I vari sentori sono fusi assieme in un perfetto agglomerato di grandi note olfattive. Si fa fatica a definire cosa sia predominante tanto i singoli elementi sono legati fra loro.

Iniziando dalla frutta essiccata come arancia e albicocca, si passa al fico secco. Poi arriva quel tocco di mandorla e nocciole che portano bella alta la bandiera del tostato. Oltre a un pizzico di miele di acacia e lieviti che riportano alla mente il profumo di piccola pasticceria. Non manca un fine accenno di vaniglia anticipato da un labile tocco erbaceo che ci riporta al pensiero del fieno tagliato e essiccato al sole.

Si lascia scoprire piano, per gradi come se aspettasse il momento giusto per aprirsi completamente alle narici di chi degusta. Non gli si possono attribuire difetti. Anzi si può riconoscere una grande fierezza. Denota uno spirito vivo al punto di non spaventarsi di fronte al peso degli anni a venire. Ma al palato mantiene queste doti? Si, alla grande direi! Entra con classe, molto fine e con bollicine che, grazie al loro fluire cremoso, ci ricordano tutto il tempo di affinamento passato sui lieviti.

L’ELEGANZA E’ DURA A MORIRE

La Scolca d'antan 2000

Le bollicine non esprimono la carica di effervescenza che ci si può attendere da un giovincello. Ma sanno bene come accarezzare e avvolgere il palato facendo ricordare che sono ancora ben vive e spumose. Per essere precisi anche l’acidità resta viva e vegeta con una salivazione che sale subito evidente anche se non esplosiva. Questo aspetto è normale per un prodotto della sua età, che fa della compostezza e dell’eleganza le caratteristiche salienti.

Mi hanno impressionato anche sapidità e mineralità che restano notevoli, come il territorio di Gavi sa donare in tutte le sue creazioni. Infine il palato, asciutto e pulito nel finale di degustazione.

Continua in bocca allungando le sensazioni per fissarle in un continuo equilibrio che sfuma in una spirale fatta di eleganza e raffinatezza. La persistenza è lunga e non abbandona il palato fino all’ultima nota. Si congeda dalla bocca con estrema piacevolezza e lascia un ricordo di marmellata di agrumi oltre a zampilli di tutte le altre sensazioni che in precedenza hanno deliziato la degustazione.

CHIUDIAMO IN BELLEZZA

Per chiudere questo racconto posso solo aggiungere che di “signori spumanti” come questo se ne trovano pochi. Ha quelle doti di grazia, eleganza e raffinata esperienza che solo i grandi campioni con anni di esperienza alle spalle possono vantare. Chissà come sarebbe stata la degustazione fra qualche anno: credo ad alti livelli come oggi e questo è il miglior complimento gli si possa fare.

Chi sia intenzionato a provare questo gioiello può rivolgersi all’ Enoteca dei Ferrari di Carrara ( MS ). Sarà in grado di accontentare anche i palati più esigenti. Il sito è il seguente: www.lenotecadeiferrari.com

Info: La Scolca | Gavi ( Al ) | www.lascolca.net

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

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2 Novembre 2016. © Riproduzione riservata

 

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