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Marqués de Càceres Rioja 2004

Marquès de Càceres Rioja 2004

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RIOJA, LA MADAMA DI SPAGNA

Rioja Doca

Chi è la vera regina di Spagna? Letizia Ortiz ? No, la zona vinicola della Rioja! E’ stata la prima zona vinicola spagnola a fregiarsi nel 1991 della denominazione DOCa, la parigrado della Docg italiana. Ma ogni regina che si rispetti ha sempre un re e quello della Rioja si chiama Tempranillo. È il vitigno rosso più diffuso nella zona, ma anche di tutta la Spagna, con più del 20% della produzione totale.

L’IMPORTANZA DELLA RIOJA PARTE DA LONTANO

Ebbene si, il destino di prima donna della zona della Rioja era scritto già da tempo. Fin dalla metà del 1800 quando la fillossera mise in ginocchio gran parte dei vigneti nella zona di Bordeaux. Ciò spinse gli sciovinisti francesi a scavalcare i Pirenei per dirigersi nella Rioja, in cerca di uve e mosto.

Mappa della Rioja Doca

La mappa ci dà l’idea della posizione della Rioja ( proprio a ridosso dei Paesi Baschi ) in cui il tempranillo può godere del clima continentale. Cresce in modo particolarmente vigoroso con acini a buccia spessa e carichi di polifenoli. La zona della Rioja non è unica ma divisa in 3 sottozone, abbastanza diverse per esposizione climatica e peculiarità.

La Rioja Alta è quella delle bodegas più antiche, quella che produce più vino e con un clima che risente dell’influenza dell’Oceano Atlantico. La Rioja Alavesa è invece terra di piccole aziende e vera patria del tempranillo. Infine la Rioja Baja è la zona più ampia e caratterizzata da un clima caldo ed arido che conferisce vini carichi di alcol e notevole struttura.

Infine una breve precisazione riguardo alla categoria di appartenenza dei vini. Ci sono quattro classificazioni che differiscono in base all’invecchiamento del vino stesso.

Riojameno di un anno di affinamento in botti di rovere.
Crianzadue anni di invecchiamento di cui almeno uno in botte.
Reservatre anni di invecchiamento di cui almeno uno in botte.
Gran Reservacinque anni di invecchaimento di cui almeno due in botte.

MARQUÉS DE CÁCERES RIOJA 2004

L’azienda Marqués de Càceres nasce nel 1970 nella zona della Rioja Alta continuando la tradizione familiare di vignaioli da 5 generazioni. Produce svariate tipologie di vini tra cui rossi, bianchi, rosè ed alcune edizioni limitate fatte solo in alcune annate di particolare pregio.

Il vino in degustazione è un Crianza vendemmia 2004. Un vino con qualche anno alle spalle del quale sarà necessario verificare la tenuta nel tempo. Essendo un Crianza, e non un Gran Reserva, ha avuto un invecchiamento di 12 mesi in botte e di 14 mesi in bottiglia. Sarà arrivato intatto ad oggi e, soprattutto, saprà ancora esprimere le sue qualità in modo intatto e coinvolgente? Vediamo…

Marquès de Càceres Rioja 2004

La risposta è solo una, si! E’ ancora un vino piacevolissimo, vivo, potente, carico e che ha ancora voglia di dare emozioni e farsi bere. Non sorprende scoprirlo rosso granato, ancora lucente e di bella consistenza. Al naso è facile farsi ammaliare dall’intensità e complessità dei profumi ma anche dalla particolare finezza che lega il tutto. Nonostante il tempranillo sia un’uva rustica e tenace l’affinamento e gli anni hanno portato equilibrio e rotondità.

La gamma dei profumi è varia e, come prevedibile, vira verso sensazioni di appassimento e confettura per i frutti ( amarena e ciliegia ) con ricordi speziati. Si riconoscono pepe, cannella ed anice stellato oltre al contorno finale di legnosità, leggerissima vaniglia, cacao ed un piccolo retrogusto di tabacco.

CHE FINALE IMPETUOSO

In degustazione, poi, si ha la prima sorpresa. Un’esplosione di tannino ancora vigoroso e potente! Non è invadente e non crea squilibrio nella struttura del vino. Anzi riesce ad accarezzare il palato senza spigolosità o carattere pungente. La seconda sensazione è il calore derivato dal tenore alcolico. Ha 13,5% gradi che riportano in pari la bilancia delle sensazioni dando corpo e vigore nell’ingresso in bocca. La lotta tra morbidezza e sapidità viene vinta da quest’ultima, con una leggera durezza a scapito dell’equilibrio globale. A conti fatti non sorprende che manchi all’appello un pò di freschezza, viste le premesse di uvaggio, di invecchiamento e di tannino.

Il finale riporta al palato quelle sensazioni piacevoli di spezie, di tabacco e di cacao che avevano ammaliato l’olfatto. Ma l’aspetto più interessante è che il vino sia persistente per molto tempo. Non crea retrogusti fastidiosi ma, anzi, si mantiene fine ed elegante.

Il suo vero pregio è di essere vivo, brioso, non ancora maturo. Può ancora dire la sua per molto tempo prima di entrare nella fase della maturità e, successivamente, nel lento ed inevitabile calo qualitativo. Bisogna aggiungere che c’è armonia nell’insieme. Questo conferisce un ulteriore premio da aggiungere al medagliere. È un vino versatile nell’abbinamento vino/cibo, presenta profumi variegati ed una struttura tenace e vigorosa.

Per info: Bodegas Marqués de Càceres | Cenicero ( La Rioja ) | www.marquesdecaceres.com

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

vinoperpassione2015@gmail.com

19 Febbraio 2016. © Riproduzione riservata

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