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Bollicine per il brindisi delle feste?

” Le bollicine sono l’incarnazione della festa, della gioia e dello stare insieme. Difficile che almeno una volta nella vita non abbiate stappato una bottiglia di bollicine. Per cui rendiamo omaggio con breve consiglio per gli acquisti natalizio”

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QUALCUNO NE CONSIGLIA 10. ANCH’IO, MA VADO OLTRE!

Il web e i social sono ormai pieni di articoli che parlano di CLASSIFICHEQuelle stesse classifiche che, urtano la mia  flebile tolleranza. Raccontano di un elenco di 10 cose da comprare, usare, mangiare, guardare o bere!

La maggior parte degli articoli di alcuni siti ( anche di grande rilevanza mediatica ) parlano solo di classifiche. Troppo spesso senza particolare cognizione di causa nel dare testimonianza che l’argomento sia stato personalmente verificato da chi scrive.

Come già successo lo scorso anno ripropongo le bollicine che mi hanno colpito o impressionato negli ultimi mesi. Ribadisco anche, come già detto, che tutte le bollicine che consiglio sono state da me degustate ALMENO una volta!

Lo preciso per dissociarmi dal coro di approssimazione imperante che regna nel web dove, il più delle volte, si scrive tanto per dire o per sentito dire! Bene, partiamo con i “consigli per gli acquisti”. Non ci guadagno un maledettissimo euro se non la volontà di condividere con gli appassionati le mie preferenze e gusti. Partiamo!

PRIMA L’ITALIA E POI BASTA!

Quest’anno mi è presa cosi! Non parlerò di champagne ma solo di prodotti italiani. Mica per mero e semplice nazionalismo ( oppure anche si ) ma perchè penso che in Italia si possano trovare tante bollicine di qualità. Andiamo a cercare tra le fila di piccoli o meno piccoli produttori che tirano fuori dal cilindro creazioni a dir poco interessanti.

E se proprio vogliamo dirla tutta, non sempre lo champagne che si beve è di qualità eccelsa. Esistono anche molti champagne di seconda, addirittura terza spremitura delle uve. A questo punto vi chiedo: anche se non siete sommelier o enologi, non è difficile immaginare che il prodotto finale non sarà splendido, no?

Quindi cambio di rotta e sferzata a tutti coloro che si vantano di bere champagne o millantano, a priori, qualità migliori dello champagne. A me piace e da grande amante delle bollicine lo berrei anche a colazione. Ma solo quando ci si trova di fronte a un prodotto di cui ne valga la pena! Se devo scegliere uno champagne scadente oppure a basso prezzo, allora preferisco scegliere tra la miriade di “piccole bollicine italiane”.

SI PARTE, NE VEDREMO DI BOLLICINE!

LA SCOLCA BLANC DE BLANCS SOLDATI MILLESIMATO D’ANTAN 2000

La Scolca d'antan 2000

Da uve Gavi un millesimato d’altri tempi che ha passato più di 13 anni sui lieviti e che ha mantenuto un’ottima permanenza a quasi 3 anni dalla data di sboccatura. Un prodotto da fini intenditori che vogliono provare l’emozione di uscire dai soliti Chardonnay e Pinot Nero. Ne ho già parlato approfonditamente in questo post. Qualora vi sia venuta la curiosità di buttare un occhio e scoprire la meraviglia di questa bollicina piemontese.

Info: La Scolca | www.lascolca.net

RICCI CURBASTRO FRANCIACORTA DOSAGGIO ZERO GUALBERTO 2008

Ricci Curbastro

La Franciacorta sa come intrattenere gli appassionati e ci sono aziende storiche che puntano sulla qualità prima di ogni altra cosa. Il top di gamma dell’azienda Ricci Curbastro è il Gualberto 2008, un Dosaggio Zero in assemblaggio di 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay. Trovate più notizie cliccando qui. Da non farsi mancare anche uno sguardo a Saten e Extra Brut, vere e proprie perle della produzione. Se invece approcciamo la gamma Museum Release si entra in un mondo di silenzio e pazienza con affinamenti lunghi di 65 o 96 mesi sui lieviti.

Info: Ricci Curbastro | www.riccicurbastro.it

LETRARI TRENTO DOC DOSAGGIO ZERO RISERVA 2009

Letrari Dosaggio Zero Riserva 2009

Fin dal 1961 la famiglia Letrari produce bollicine. Festeggiano e prendono anima e corpo dal particolare terroir che la regione montana può mettere sul piatto. Ho provato anche il Brut ma la mia preferenza cade, ovviamente, sul Dosaggio Zero. Riesce sempre a farsi apprezzare per naturalezza e spontaneità. E’ un assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero dell’annata 2009 e Letrari non delude mai quando si parla di cuvèe. Se vi siete persi il recente post della sua degustazione, non c’è problema: eccovi pronta la soluzione.

Info: Az. Agricola Letrari | www.letrari.it

PICCHIONI ANDREA PROFILO BRUT 2000

Andrea Picchioni Profilo Brut Nature

E’ un grande prodotto dell’Oltrepò Pavese ma che sta andando in esaurimento, per cui correte a comprarlo. Ne ho parlato in occasione di Terre d’Italia 2016 e mi è rimasto impresso in modo indelebile. E’ un prodotto difficile da dimenticare vista anche la carica che si porta appresso in virtù del lungo tempo passato sui lieviti. E’ un assemblaggio che favorisce il Pinot Nero rispetto allo Chardonnay ma, come già detto, il caro Andrea Picchioni non lo ha più prodotto. Prendiamo le ultime bottiglie rimaste quindi!

Info: Az. Agr. Picchioni Andrea | www.picchioniandrea.it

CANTINA DELLA VOLTA LAMBRUSCO DI MODENA TRENTASEI 2012

Cantina della Volta Lambrusco Trentasei

C’è qualcuno che quando sente parlare di Lambrusco pensa a vini di bassa qualità e poca considerazione. Ma in Emilia ci sono aziende che hanno deciso di affrancare il Lambrusco da quell’idea per farlo entrare di diritto nella selezione degli importanti. Cantina della Volta ci è riuscita e il Trentasei è solo uno dei tre prodotti con cui si presentano sul mercato. Propongono Lambrusco elaborato con metodo classicoIo dico che ne vale la pena: la selezione completa la potete rivedere ora.

Info: Cantina della Volta | www.cantinadellavolta.com

BRUNO VERDI VERGOMBERRA EXTRA BRUT 2011

Bruno Verdi vergomberra

In Oltrepò Pavese non si fa solo un grande vino rosso oppure il Buttafuoco e dei vini bianchi interessanti ( come qualche Riesling ). Si fanno anche delle ottime bollicine. Sono meno conosciute di altre denominazioni ( Franciacorta e Trento Doc ) ma in alcuni casi si difendono con le unghie e i denti. A Paolo Verdi piace lavorare sulla lunga sosta sui lieviti. Nel caso del Vergomberra il Pinot Nero e lo Chardonnay riposano per almeno 42 mesi ma in altri prodotti, come il Dosage zero Jeroboam la sosta arriva fino a 110 mesi! E’ un prodotto conosciuto e mi sono già divertito a parlarne.

Info: Az. Agr. Bruno Verdi | www.brunoverdi.it

LORENZ MARTINI COMITISSA BRUT 2011

Lorenz Martini Comitissa 2011

Il Comitissa di Lorenz Martini merita qualche parola in più visto che non avevo ancora scritto nulla al riguardo. Innanzitutto chiariamo che questo è l’unico prodotto dell’azienda. Grandi attenzioni, pertanto, per una cuvèe unica nel suo genere vista la tipologia e la zona di provenienza.

Siamo in Alto Adige, più precisamente a Cornaiano che non è molto distante da quel San Michele Appiano molto ben conosciuto dagli appassionati di vini altoatesini. Lorenz Martini utilizza 3 diversi vitigni per questo Brut Riserva con il 30% di Chardonnay, 30% di Pinot Bianco e 40% di Pinot Nero. Le uve sono coltivate a quote abbastanza alte comprese tra i 500 e 800 metri di altezza per un vero spumante di montagna!

E’ notevole. Ne parlerò nuovamente ma intanto basti sapere che riesce a colpire per la finezza con cui si presenta alla prima olfazione. Frutti a polpa bianca come mela e pera con una piccola comparsa dell’ananas. Ha anche un piacevole taglio erbaceo che, unito a delicati profumi di vaniglia, piccola pasticceria e grande mineralità, chiudono il cerchio di belle e intense sensazioni. La spuma di bollicine è soffice e suadente oltre a entrare in bocca con un piglio deciso. E’ dritto, compatto e unito nel dare belle e sapide emozioni nel finale.

Info: Cantina Spumanti Lorenz Martini | www.lorenz-martini.com

LAZZARI BRUT MILLESEIMATO 2012

Lazzari Spumante Brut

Altra new entry del blog che si aggiunge alla batteria di volti già conosciuti per creare questo bel elenco di bollicine di grande qualità. L’azienda Lazzari si trova a Capriano del Colle in provincia di Brescia a debita distanza dalla Franciacorta e in pieno parco agricolo del Montenetto.

La produzione dell’azienda è fatta anche di vini fermi ma qua si parla di bollicine, giusto? Siamo di fronte a un Blanc de Blancs di sole uve Chardonnay che sostano 42 mesi sui propri lieviti. È un prodotto degno di ben altri lignaggio e considerazione vista la provenienza da territori non conosciuti. Da non sottovalutare la limitata produzione di circa 1500 bottiglie.

BELLO SIA AL NASO CHE AL PALATO

Al naso si presenta subito bello intenso. Ci fa sentire note di zafferano, agrumi e frutti a polpa gialla tipici dell’imprinting chardonnay. Ci sono anche le note evolutive tipiche dei metodo classico per cui non mancano all’appello pane tostato, leggere spezie e un accenno di vaniglia. Al momento della degustazione fa ancora meglio. È merito di bollicine che entrano con una spuma piacevole e abbastanza soffice che riporta la carica sgrumata e citrina in prima fila. Esce dopo molti secondi facendo propria una buona consistenza e senza lasciare per strada nessuna sfumatura.

Info: Lazzari vini | www.lazzarivini.it

OPIFICIO DEL PINOT NERO BUVOLI ROSÈ TRE 2013

Opificio del Pinot Nero Buvoli Rosè

A Gambugliano in provincia di Vicenza Marco Buvoli inventa cuvèe nel suo laboratorio creativo del Pinot Nero di cui si è innamorato anni or sono bevendo uno champagne Blanc de Noirs. Nella cuvèe il Pinot Nero rappresenta il corpo, la potenza e la struttura. Anche se generalmente viene abbinato all’eleganza e alla raffinatezza portate dallo Chardonnay.

Cosa ha di particolare questo Rosè? Partiamo dall’affinamento che è di 36 mesi sui lieviti ( da cui il nome Tre ) e ha una sboccatura Ottobre 2015. Diciamo che lo stile di Buvoli va oltre il semplice metodo classico vista l’attenzione maniacale alle maturazioni delle uve a cominciare dall’utilizzo del legno per l’affinamento dei vini base.

VERAMENTE DELLE GRAN BELLE BOLLICINE

Mi ha sorpreso per corpo, struttura ma anche per la delicata e suadente raffinatezza che ha saputo esprimere. Olfatto rapito da piccoli frutti rossi come mora e mirtillo. Erbaceo che vira sulla foglia di tè e un fine sentore di fumo in sottofondo. Arriva poi il tocco della china e un tostato che completa il ricordo legnoso di cui parlavo prima. Ha bollicine fini, spumose che entrano citrine e fragranti per poi congedarsi. Lasciano la bocca fresca, sapida e con una bella salivazione in tutto il palato. Ha una persistenza lunga che lascia per tempo il bel ricordo della struttura dello spumante.

Info: L’opificio del Pinot Nero | wwww.opificiopinotnero.it

CASCINA CHICCO CUVÈE ZERO ROSÈ

Cascina Chicco Cuvèe Rosè

Le Langhe sono conosciute per Barolo e Barbaresco e fin qui non ci piove. Poi con il Nebbiolo ( che sta alla base dei due vini ) si possono fare anche altre cose come, perchè no, delle bollicine di grande qualità. Ci vuole coraggio, ovviamente, perchè sarebbe più semplice utilizzare quelle uve di Nebbiolo per assemblare un Langhe Nebbiolo. Ma differenziarsi e provare nuove strade, spesso, può portare enormi soddisfazioni.

Cascina Chicco si trova a Canale, in pieno Roero cioè in quel territorio che arriva dopo le Langhe da cui è separato dal fiume Tanaro che fa da spartiacque tra queste due importanti realtà sabaude. Presenta un bel rosa buccia di cipolla. Il naso spinge su complessità e finezza dando il passo, invece, sulla spinta intensiva. Si notano immediatamente piccoli frutti a bacca rossa così come note di cipria, vaniglia e rosa. Al palato ha un bel sentore di crosta di pane e una discreta speziatura. Entra anche con buon calore, con bollicine intense che fanno il loro dovere. Dopo lascia spazio alla traccia sapida che regna per svariati secondi. E’ uno spumante che spinge su corpo e struttura a testimonianza che il nebbiolo non nasconde del tutto il suo spiccato carattere.

Info: Cascina Chicco | www.cascinachicco.com

UN ELENCO DI BOLLICINE PER TUTTI I GUSTI

Avete un elenco di 10 bollicine che possono accompagnare al meglio qualsiasi genere di menù di Natale e Capodanno. Sono bottiglie e aziende che escono un pò dal coro, in alcuni casi anche di molto.

Basta ricordarsi che nel vino non esistono percorsi o strade univoche. Esistono una miriade di piccoli sentieri avventurosi che possono mostrarci l’altro lato della montagna. Ci permettono di scoprire paesaggi e sensazioni mozzafiato. Almeno per una volta provate ad abbandonare le certezze e scoprite il leggero brivido della scoperta. Avete anche chi ha già provato per voi. Cosa volete di più?

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

vinoperpassione2015@gmail.com

17 Dicembre 2016. © Riproduzione riservata

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