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SFUSO, IN BOTTIGLIA O IN CARTONE. QUALE VINO BEVI?

“C’è chi sente la necessità di bere vino tutti i giorni o deve rispettare un budget per l’acquisto del vino e si indirizza sullo sfuso. Poi ci sono gli appassionati che spendono un pò di più per qualche bottiglia di vino. Oppure chi beve entrambi differenziandoli in base all’occasione o all’esigenza. Insomma da che parte stai? Dimmi di più su che vino acquisti.”

LA DURA SFIDA TRA VINO SFUSO E IN BOTTIGLIA. CHI VINCE?

Dipende da che punto di vista si guarda. Da quello della qualità oppure da quello della quantità? È vero che il vino sfuso è roba da poco e che il vino in bottiglia è sempre migliore? Certi convinzioni possono essere giuste, ma tante altre possono essere anche da smentire.

Partiamo dalla fine per dire che alla fine nessuno vince, almeno questo è il mio giudizio personale. Penso questo perché bisognerebbe puntare solo alla ricerca della massima qualità, aldilà della tipologia di vino che andiamo a produrre.

Intanto in questa estate 2017 partiamo da un dato che non è per nulla incoraggiante. Secondo questo articolo del Sole 24 Ore la vendemmia 2017 sarà la peggiore dal dopoguerra. I dati non sono incoraggianti e ciò si riflette sulla produzione globale di vino, aldilà del contenitore in cui verrà messo.

Rimaniamo comunque il primo produttore al mondo, davanti alla Francia. Non è una magra consolazione ma almeno quel risultato lo portiamo a casa anche quest’anno!

Vino sfuso o in bottiglia

VI DICO SUBITO COME LA PENSO

Ovviamente un vino creato per essere venduto sfuso dovrà avere caratteristiche diverse da un vino in bottiglia destinato ad affinare per molti anni. Ma in entrambi i casi è fondamentale che quel determinato prodotto sia creato con la precisa intenzione di dare un prodotto di alta qualità.

È giusto “coprire” dal punto di vista commerciale tutti i possibili settori di vendita, che vanno da chi beve vini quotidianamente, a chi vuole concedersi il lusso di una buona bottiglia ogni tanto. Chi ha ragione tra i due? Come si può schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra?

Io ho la mia idea. Non bevo vino sfuso, ma non perché lo consideri di bassa qualità oppure non degno di attenzione. Ha una sua ragion d’essere, soprattutto per coloro che sentono l’esigenza di non privarsi di un bicchiere di vino quotidiano e magari non hanno un budget illimitato per acquistare molte bottiglie.

Quando bevo vino ho bisogno di emozionarmi, di sentire belle sensazioni e di scoprire continuamente cosa quanto fantastico prodotto possa farmi provare. Il vino sfuso ciò non lo può fare, perchè è un vino di pronta beva con oneste e precise qualità che non possono soddisfare le mie esigenze. Ma questo è solo il mio punto di vista, giusto comunque approfondire il tema ed analizzare i pregi e difetti di ogni tipologia.

vino sfuso o in bottiglia

SFUSO, IN BOTTIGLIA O BAG IN BOX

Già, stavo dimenticando il nuovo formato per la conservazione del vino. Si chiama BAG IN BOX ed è un formato salito alla ribalta negli ultimi anni, soprattutto per il canale ho.re.ca. che permette la migliore conservazione del vino sfuso, superando anche l’aberrante sistema del vino alla spina. Nel domestico ancora deve prendere piede, anche per un parente prossimo molto agguerrito che è il Tetra Pack.

Nel Nord Europa, Francia compresa, invece il bag in box arriva a punte superiori al 30% facendo capire quanto sia importante questo fenomeno commerciale. Se volete approfondire, questo articolo può esservi di aiuto.

In Italia invece cosa succede? Giusto per conoscenza bisogna affermare che il vino italiano più venduto è, udite udite, il Tavernello! Ebbene si, il re del Tetra Pack è il vino che più di ogni altro porta alta la bandiera del made in Italy vinicolo nel mondo. Ovviamente tutto ciò mi rattrista ed anche molto. Buona pace se qualcuno si offende ma credere che Tavernello sia il vino più venduto, non mi sorprende ( visto il prezzo contenuto ), quanto mi lascia basito parlando di qualità e sensazioni percepite.

Ma si sa, alle leggi del commercio non si comanda e spesso ciò che piace non necessariamente è anche quello che si vende di più. Questo esempio infatti lo insegna alla perfezione! Per fortuna che poi all’estero conoscano tanti vini di qualità italiani, ma capita ( spero il meno possibile ) di vedere appunto anche il Tavernello tra le carte dei vini internazionali. Horribilis!

vino sfuso o in bottiglia

IN BOTTIGLIA RIMANE IL MODO MIGLIORE

Ovviamente esprimo la mia opinione. Come dire, il blog è mio, scrivo io e dico quello che voglio. Basta scherzi, ma la sostanza cambia di poco. Secondo la mia personalissima opinione il vino in bottiglia resta il modo più tradizionale, romantico, migliore, ideale, salubre e naturale per conservare, vendere e degustarsi un grande vino.

Il vetro può vantare numerose qualità nei confronti del vino, soprattuto quello pensato per essere imbottigliato fin dall’origine. Vediamole nel dettaglio.

1) è IGIENICO, perché è sterilizzato al momento dell’imbottigliamento e tale rimane per sempre.

2) è SALUBRE, perché non concede trasmissione di sostanze all’interno del vino.

3) è TRADIZIONALE, perché da secoli imbottigliamo nel vino e mi piace pensare che si mantenga questa tradizione anche in un mondo 3.0 come il nostro.

4) è IDEALE, perché permette di proteggere il vino da calore e luce ( qualora debitamente oscurato ).

5) è ROMANTICO, perché non c’è cosa più bella di prendere un bel cavatappi e stappare la bottiglia che abbiamo scelto di gustarci!

6) è MIGLIORE, lo penso da sempre e difficilmente qualcuno potrà convincermi del contrario. È un pò la somma dei valori precedenti che mi porta ad affermarlo. Mi piacerebbe morire con questa convinzione, almeno fino a quando non ci saranno motivazioni più che valide per credere il contrario.

Mi piacerebbe sapere anche il vostro punto di vista sulla questione. Quale tipo di contenitore preferite per il vino? Anche voi “tifate” per il vetro oppure preferite altre tipologie? Scrivetelo nei commenti oppure mandatemi una mail con la vostra opinione.

A presto!

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

vinoperpassione2015@gmail.com

25 Agosto 2017. © Riproduzione riservata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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