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Tenuta delle Terre Nere Etna Bianco 2014

SICILIA ED ETNA, CULLA DEL VINO ITALIANO

In Sicilia le prime tracce della vite si datano all’ VIII secolo a.c. con i Greci che portarono sull’isola la coltivazione di alcuni vitigni quali malvasia e grecanico. La Sicilia è sempre stata terra di dominazione partendo da Greci, Romani, Arabi, Normanni ed Aragonesi. Sono molte le tracce lasciate dalle varie popolazioni al punto che alcune di esse sono ancora visibili nell’arte, nella cultura e negli usi e costumi popolari.

Rimanendo in ambito vinicolo basti pensare all’uva Zibibbo portata in origine dai Fenici ed oggi punto focale della produzione di Pantelleria. Ma ancora, non in secondaria importanza, al Marsala vera e propria scoperta del commerciante inglese John Woodhouse che ne fece l’alternativa in patria del Madera e dello Sherry.

ETNA, UNA NUOVA FRONTIERA DEL VINO

Il terreno di origine vulcanica dell’Etna ha contributo a far proliferare coltivazioni e nuove aziende sui tre versanti coltivabili. Ovviamente nel quarto versante non si può coltivare, visto che all’Etna piace ogni tanto farsi vivo! Sono tanti i fattori che contraddistinguono la zona dell’Etna facendola diventare estremamente interessante dal punto di vista vinicolo. Vediamone qualcuna in sequenza.

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  • Prima DOC sicialiana riconosciuta nel 1968
  • Zona vinicola compresa tra i 400 e 1000 m s.l.m.
  • Escursione termica giorno/notte di circa 20 gradi
  • Piovosità di gran lunga superiore alle medie siciliane
  • Terreno vulcanico creatosi dal susseguirsi millenario di colate laviche
  • Ricchezza di minerali data dalla terra vulcanica
  • Vendemmia tra le più tardive d’Europa 
  • Varietà di vitigni autoctoni

Con tutte queste peculiarità si capisce quanto l’Etna ed il suo territorio possano offrire. Non a caso si sono create negli ultimi anni moltissime aziende vinicole, sia di origine siciliane ma anche forestiere. Tutte queste contribuiscono ad elevare, anno dopo anno, la qualità dei vini a denominazione Etna. Vediamone uno!

TENUTA DELLE TERRE NERE ETNA BIANCO 2014

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Passiamo finalmente alla degustazione del nostro vino che merita grande considerazione e crea anche una certa curiosità, viste le premesse di cui sopra. Innanzitutto è di dovere un piccolo accenno all’azienda Tenuta delle Terre Nere che nasce con la vendemmia del 2002 quindi è una realtà giovane ma già di rilievo visti i numerosi riconoscimenti ricevuti ( da ultimo i ” Tre Bicchieri ” del Gambero Rosso per il loro Etna Rosso Calderara Sottana 2013 ).

Parlando degli uvaggi troviamo Carricante in prevalenza ( 60% ) unito a Catarratto ( 25% ), Grecanico ( 10% ) e Minnella ( 5% ): direi un bel panel della produzione e varietà etnea. Per ultimo bisogna sottolineare che le uve provengono da piante giovani ( dai 5 ai 15 anni ) e che il vino non subisce affinamenti in legno.

E’ un vino che fin dal primo aspetto mette in rilievo il suo giallo paglierino, vivido e carico di colore che anticipa una bella consistenza.

Portando il calice al naso scopriamo che i tre aggettivi da degustazione ( intenso, complesso e fine ) ci stanno tutti e suggellano che i profumi ci sono e sanno il fatto loro. Infatti il naso viene subito invaso da varie tipologie. Si può scandire una bella presenza di frutti a polpa dolce come albicocca e pesca bianca, uniti ad un bel sentore agrumatouna nota floreale dolce e delicata ed una discreta mineralità dovuta ad una nota sulfurea. Il modo in cui i profumi si legano è elegante e discreto e ciò lascia presagire che anche l’assaggio sia della stessa qualità.

FRESCHEZZA E SAPIDITÀ CI SONO

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Ed in effetti è così, visto che non si discosta dalle positive impressioni avute in precedenza. Quello che colpisce sono freschezza e sapidità che fanno da contraltare ad un morbidezza leggermente meno spiccata e più timida. L’ago della bilancia pende di poco verso la durezza per cui l’equilibrio ne risente appena, ma non la carica e la forza date dall’intensità dei profumi e dalla loro persistenza al palato, piacevole e lunga oltre che capace di far ritornare nel finale, vivi e piacevolissimi, i sentori di agrumato (cedro e arancia rossa).

Lega il tutto la finezza del vino che non si scompone mai e non “punge” con digressioni rispetto ad un’eleganza bella e calorosa. E’ un vino che si dimostra già capace di dare soddisfazioni, infatti è armonico e senza pecche, ma non ha ancora raggiunto quel grado di maturità, che avrà a breve, e che lo farà apprezzare nella sua vera totalità.

Mi rimetto l’impegno di provare altri prodotti dell’azienda: se queste sono le premesse credo che ci sia da gioire!

Info: Tenuta delle Terre Nere | Randazzo ( CT ) | www.tenutaterrenere.com

di MORRIS LAZZONI

Foto di MORRIS LAZZONI E TENUTA DELLE TERRE NERE

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

vinoperpassione2015@gmail.com

6 Febbraio 2016. © Riproduzione riservata

 

 

 

 

 

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