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Volpe Pasini Zuc di Volpe Sauvignon 2014

Volpe Pasini Zuc di Volpe

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VOLPE PASINI TRA I BIG FRIULANI

Da buon amante dei vini toscani ho spesso la necessità di rivolgere lo sguardo oltre i confini dell’Appennino. Per cercare ciò che mi sento mancare in Toscana, dei bellissimi vini bianchi. Certo ci sono delle eccezioni, come il Fabrizio Bianchi Castello di Monsanto 2012 insegna. Nella stragrande maggioranza dei casi la regione di Dante non riesce a reggere il passo, per numero e qualità, di altre regioni vinicole. Certo che non posso dimenticare i vermentini della mia zona ( Colli di Luni e Candia ) ma, quando si parla di vini bianchi, il Friuli sa benissimo come rendersi protagonista.

VOLPE PASINI E LA SERENISSIMA

Sauvignon Zuc di Volpe 2014 Volpe Pasini

Ci sono molti vitigni che rendono il Friuli così importante a livello vinicolo. C’è il Sauvignon, che raggiunge livelli molto alti e, forse, secondi solo alla Loira. C’è la Ribolla Gialla, vera anima “popolare” della regione, il Pinot Bianco ( che in verità se la deve baccagliare con altri ottimi esempi in Trentino/Alto Adige ) e poi Pinot Grigio, Chardonnay e, ovviamente, Picolit e Friulano.

L’azienda Volpe Pasini nasce da un cuore antico, esistente da tempo immemore nella regione, da quando ancora regnava la “Serenissima” che tutti noi oggi conosciamo con il nome di Venezia. Ha avuto il merito di cambiare mentalità e passo, intorno agli anni ’70, rispetto alla logica del vino venduto “tanto al chilo” per affinare il processo di qualità e cominciare a far conoscere al mondo questa splendida regione e i frutti che ne derivano.

Oggi è normale considerare il Friuli come una delle regioni fondamentali nello scenario del vino italiano ma di vicende ne ha passate, non solo a livello sociale o bellico: le varie dominazioni hanno portato cambiamenti di fronte anche nel vino se è vero che gli ultimi impianti risalgono all’epoca asburgica con l’inserimento dei maggiori vitigni internazionali. Dobbiamo ringraziare gli Asburgo, quindi, almeno per una volta!

UN VIGNETO CHIAMATO ZUC DI VOLPE

Volpe Pasini Zuc di Volpe Sauvignon

Come si usa dire in ambito della navigazione satellitare facciamo la geo-localizzazione di Volpe Pasini. Ci troviamo a Togliano, nella zona dei Colli Orientali del Friuli che è diventata un pò il baricentro e la “pancia” del fronte vinicolo friulano. La linea Zuc di Volpe rappresenta l’essenza “cru” dell’azienda Volpe Pasini, è quella che identifica i migliori vini che vengono alla luce solo nelle migliori annate.

Quando bevo un Sauvignon, già in partenza, so di approcciarmi a un vino non universalmente apprezzato come uno Chardonnay o un Gewurztraminer. È un vino da “fuori o dentro”, da mi piace incondizionato oppure da “relazione complicata”. Ho bellissimi ricordi di un Sauvignon della zona di Pouilly Fumè della Loira ( trovate qua il link della degustazione). Mi fa anche da benchmark, finora, per giudicare la bontà o meno di un Sauvignon. Vediamo se questo Zuc di Volpe ha i connotati per farsi apprezzare e “reggere il colpo” del francesino.

SAUVIGNON CHE PASSIONE

Lo Zuc di Volpe è un bel Sauvignon. Inutile nascondersi dietro l’apparente suspence del finale di degustazione. Mi piace già per come si presenta al naso dimostrando di far parte del club di “quelli che contano” che ci porta prodotti ben fatti e bilanciati. E’ fine e delicato anche se non vuol far nulla per nascondere la propria natura, visto che ha tutti i crismi tipici del Sauvignon.

La regina delle sensazioni è il tono erbaceo importante e deciso che strizza l’occhio all’essenza più vera del vitigno. Quel tocco erbaceo ha superato da poco la gioventù e vede ancora lontano il traguardo della maturità. Meglio così perchè ciò testimonia quanto percorso abbia di fronte.

Etichetta Volpe Pasini Zuc di Volpe Sauvignon

Arrivano leggermente dopo i frutti bianchi, sempre giovani, e particolarmente polposi come mela golden e pera, agrumato con tono citrino vibrante ( pompelmo bianco ) e un pizzico di frutti tropicali. Lo scenario è completato da un vago ricordo di vaniglia con finale di fini spezie dolci. Dopo questa prima fase è innegabile riconoscere che ha un carattere sì deciso, ma anche ben equilibrato nel mettere in campo anche eleganza e finezza.

Il meglio, secondo me, lo dà al palato. Lì sembra di rientrare in contatto con l’amico di sempre. Quello che ti accompagna volentieri in varie avventure senza mancare mai di far sentire la propria presenza con delicatezza e discrezione. D’accordo che è un amico, ma può essere un pò permaloso qualora si tocchino i tasti giusti. È tagliente in bocca e fa capire che non può essere l’amico di tutti.

CONTINUA A SORPRENDERE

Dopo arriva il treno che porta le altre sensazioni: nei vagoni di testa si trovano di nuovo carichi di frutti, in quelli di mezzo una “fresca” mineralità mentre in quelli di coda la sapidità che asciuga il palato e fa risaltare la nota leggermente verde e asprigna che resta nelle guance dopo il passaggio dei frutti. Da ultimo, quasi a chiudere idealmente il treno delle sensazioni, la grande acidità che procura freschezza a non finire, anche per molti secondi dopo la beva.

Nel palato non succede nulla di strano nonostante ogni sensazione cerchi di primeggiare sull’altra. È una “lotta dolce” quella che contrappone mineralità, sapidità, freschezza e mettiamoci anche un giusto calore. Alla fine però, a sottolineare l’equilibrio che contraddistingue il vino, non ci sono nè vincitori nè vinti.

Cosa dire riguardo all’intensità di sensazioni? C’è tutta e non potrebbe essere altrimenti, ma sono forti e presenti anche una bella struttura nel corpo del vino, eleganza e coerenza che, forse, è il miglior complimento gli si possa fare. E’ un vino coerente al vitigno di provenienza, al suo modo d’essere, al suo tipico “lifestyle”.

Ora sono curioso di proseguire il percorso su altre tipologie di vini della linea Zuc di Volpe. Ipso e Cripto hanno già attirato la mia attenzione! Sul mio blog in futuro ci sarà sicuramente spazio per altre degustazioni.

Info: Az. Agr. Volpe Pasini – Togliano (UD) – www.volpepasini.it

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

vinoperpassione2015@gmail.com

16 Luglio 2016. © Riproduzione riservata

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